Risarcibilità del danno in materia di locazioni o condominio

Riportiamo alcune sentenze che si sono espresse, sulla risarcibilità del danno in materia di locazioni o condominio. 

 

Con sentenza del Tribunale di Salerno n. 1019 del 10.04.2020 è stato affermato che in caso di infiltrazioni nel condominio, la responsabilità e quindi il risarcimento del danno può avvenire tanto per equivalente in denaro, computando la differenza di valore all’attualità tra il bene integro e quello danneggiato, quanto in forma specifica, mediante condanna del debitore al ripristino della situazione materiale anteriore all’evento ovvero al pagamento di una somma corrispondente alle spese occorrenti per tale ripristino.

Sempre in tema di infiltrazioni, in un caso in cui il proprietario di un immobile concesso in locazione ad un inquilino era chiamato a risponderne, il Tribunale di Padova, con la decisione n. 1519 del 3 luglio 2018, ha affermato che, in merito alla configurabilità della responsabilità per danni da cose in custodia, la presenza di un eventuale detentore non esclude i poteri di controllo, di vigilanza e, in genere, di custodia spettanti al proprietario, qualora questi conservi un effettivo potere fisico sul bene, con conseguente obbligo di vigilanza sullo stato di conservazione delle sue strutture.

In altro ambito, Cass. 8482 del 05.05.2020 ha stabilito che il locatore, che abbia chiesto ed ottenuto la risoluzione anticipata del contratto di locazione per inadempimento del conduttore, ha diritto anche al risarcimento del danno per l’anticipata cessazione del rapporto, da individuare nella mancata percezione dei canoni concordati fino al reperimento di un nuovo conduttore. L’ammontare del danno risarcibile costituisce valutazione del giudice di merito, che terrà conto di tutte le circostanze del caso concreto.

Sotto un altro profilo, recentissima Cass. n. 22860 del 20.10.2020, per la quale il comportamento dell’inquilino conduttore di un immobile che arrechi molestie ai vicini costituisce motivo di inadempimento contrattuale che legittima la richiesta di risoluzione del contratto da parte del proprietario dell’immobile.

 

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