Tutele di lavoro e previdenziali
La Cassazione Civile, alcuni tribunali e le corti d’appello si sono espressi in tema di contratto collettivo, grande distribuzione commerciale, comparto degli enti di ricerca e tutela delle condizioni di lavoro.
INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE – CONTRATTI A TERMINE – CONVERSIONE DEL RAPPORTO EX TUNC A TEMPO INDETERMINATO – PERCEZIONE DELL’INDENNITÀ FORFETTIZZATA – INCOMPATIBILITÀ – NON SUSSISTE – RIPETIZIONE DELLE SOMME VERSATE DALL’INPS – NON SUSSISTE.
In tema di indennità di disoccupazione, il diritto alla prestazione previdenziale sussiste per il periodo in cui il lavoratore è effettivamente privo di occupazione e retribuzione, anche se successivamente il rapporto di lavoro è stato convertito ex tunc in rapporto a tempo indeterminato a seguito di dichiarazione di nullità del termine apposto al contratto a termine; l’indennità risarcitoria prevista dall’art. 32, comma 5, legge 183/2010 ha natura risarcitoria e non esclude il diritto all’indennità di disoccupazione per il periodo di reale bisogno, rendendo irripetibili le somme erogate dall’Inps in tale periodo.
DOMANDA GIUDIZIALE – CONTROVERSIE PREVIDENZIALI O ASSISTENZIALI – ESENZIONE DALLE SPESE – SOGLIA – REDDITO IMPONIBILE – CALCOLO – MODALITÀ
In materia di controversie previdenziali e assistenziali, ai fini dell’esonero dalle spese processuali in caso di soccombenza ex articolo 152 delle disposizioni attuative del Cpc, anche ai giudizi civili si applica l’innalzamento del limite di reddito per ogni componente del nucleo familiare in presenza di una condizione di non abbienza prevista dall’articolo 92 Dpr 115/2002.
PENSIONE DI REVERSIBILITÀ – CONIUGE SUPERSTITE -CONIUGE DIVORZIATO – RIPARTO – CALCOLO DEL CONTRIBUTO – DECORRENZA
In materia di pensione di reversibilità in caso di concorso del coniuge superstite con quello divorziato, il diritto alla quota di reversibilità deve farsi decorrere dal primo giorno del mese successivo al decesso del coniuge assicurato o pensionato. Tale decorrenza nasce, per entrambi, nei confronti dell’ente previdenziale erogatore, onde a carico soltanto di quest’ultimo, e non anche del coniuge superstite che, nel frattempo, abbia percepito per intero e non “pro quota” il trattamento di reversibilità corrisposto dall’ente medesimo, debbono essere posti gli arretrati spettanti al coniuge divorziato (sul trattamento anzidetto in proporzione alla quota riconosciuta dal giudice), a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso dell’ex coniuge, salva ovviamente restando la facoltà per l’ente previdenziale di recuperare dal coniuge superstite le somme versate in eccesso, trattandosi di ipotesi di indebito oggettivo disciplinata dall’articolo 2033 Cc.
CESSIONE DEL RAMO D’AZIENDA – AUTONOMIA FUNZIONALE DELLA PARTE CEDUTA – INSUSSISTENZA – NULLITÀ.
In tema di lavoro il ramo d’azienda ceduto deve essere in grado di svolgere attività di impresa indipendentemente dall’eventuale contratto di fornitura di servizi che venga contestualmente stipulato fra cedente e cessionaria la Corte territoriale nel caso di specie non ha fatto buon governo di tale orientamento; pur avendo verificato che in concreto, dopo la cessione del ramo d’azienda, l’attività della cessionaria era rimasta indissolubilmente legata, in termini di vera e propria dipendenza funzionale, ad alcune attività rimaste alla cedente, ha nondimeno ritenuto sussistente la fattispecie disciplinata dall’articolo 2112 Cc.
Lo studio legale Verona dell’avvocato Tommasini, specializzato in diritto del lavoro e dei lavoratori a Verona, fornisce consulenze legali e assistenza completa per vicende in ambito lavorativo.
