Assegno divorzile e di mantenimento, spese di separazione e illecito endofamiliare | Avvocato Verona

La Cassazione Civile, alcuni tribunali e le corti d’appello si sono espressi riguardo ad illeciti endofamiliari, spese di separazione giudiziale e in tema di spese straordinarie e mancati versamenti di assegni di mantenimento.

ILLECITO ENDOFAMILIARE: FONDAMENTI E AMMISSIBILITÀ

Con la sentenza n. 1063 del 22-08-2023, la Corte d’Appello di Salerno stabilisce che, in tema di filiazione, la violazione dell’obbligo del genitore di concorrere all’educazione ed al mantenimento dei figli, ai sensi degli articoli 147 e 148 Cc, costituisce il fondamento della responsabilità aquiliana da illecito endofamiliare, risarcibile equitativamente, attraverso il rinvio, in via analogica e con l’integrazione dei necessari correttivi, alle tabelle per il risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale in uso nel distretto.

SPESE DI SEPARAZIONE GIUDIZIALE: LEGITTIMO ADDEBITARLE A CARICO DEL CONIUGE RESISTENTE?

Con la sentenza n. 823 del 16-09-2023, il Tribunale di Lodi stabilisce che le spese del giudizio di separazione possono essere poste integralmente a carico del coniuge resistente rimasto contumace, tenuto conto dell’accoglimento integrale delle domande avanzate dalla ricorrente e tenuto altresì conto che il resistente ha reso necessario il giudizio sottraendosi a qualsiasi dialogo per l’introduzione di un ricorso consensuale.

MANCATO VERSAMENTO MANTENIMENTO: RECLUSIONE SENZA CONDIZIONALE IN CASO DI MANCATA CORRESPONSIONE DELLA PROVVISIONALE DEL DANNO

Con la sentenza n. 39344 del 27-09-2023, la Cassazione Penale stabilisce che finisce in carcere senza condizionale chi, dopo aver patteggiato la pena per non aver versato mai o quasi mai ai figli il mantenimento, non paga la provvisionale del danno alla ex, così come stabilito dal giudice.

SPESE STRAORDINARIE MANTENIMENTO: CONDIZIONI

Con la sentenza n. 408 del 10-03-2023, il Tribunale di Ragusa stabilisce che a seguito della separazione personale, la prole ha diritto a conservare un tenore di vita rispondente alle risorse economiche della famiglia ed analogo, per quanto possibile, a quello goduto in precedenza, continuando a trovare applicazione l’articolo 147 Cc che impone il dovere di mantenere, istruire ed educare i figli, ed obbliga i genitori a far fronte ad una molteplicità di esigenze, non riconducibili al solo obbligo alimentare, ma estese all’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario, sociale, all’assistenza morale e materiale, alla opportuna predisposizione fin quando l’età dei figli lo richieda di una stabile organizzazione domestica, idonea a rispondere a tutte le necessità di cura e di educazione.

PRESUPPOSTI PER IL RICONOSCIMENTO DELL’ASSEGNO DIVORZILE

Con la sentenza n. 3516 del 15-09-2023, la Cassazione Civile stabilisce che, in tema di famiglia, ai sensi della L. n. 898 del 1970, art. 5, comma 6, dopo le modifiche introdotte con la L. n. 74 del 1987, il riconoscimento dell’assegno di divorzio, cui deve attribuirsi una funzione assistenziale ed in pari misura compensativa e perequativa, richiede l’accertamento dell’inadeguatezza dei mezzi o comunque dell’impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive, attraverso l’applicazione dei criteri di cui alla prima parte della norma i quali costituiscono il parametro di cui si deve tenere conto per la relativa attribuzione e determinazione, ed in particolare, alla luce della valutazione comparativa delle condizioni economico-patrimoniali delle parti, in considerazione del contributo fornito dal richiedente alla conduzione della vita familiare e alla formazione del patrimonio comune e personale di ciascuno degli ex coniugi, in relazione alla durata del matrimonio e all’età dell’avente diritto.

 

L’avvocato Tommasini, specializzato in diritto famigliare a Verona, fornisce consulenze legali e assistenza completa per vicende in ambito famigliare.