Revisione delle tabelle millesimali e nomina del nuovo amministratore condominiale | Avvocato Verona

La cassazione civile, alcuni tribunali e le corti d’appello si sono espressi riguardo alla richiesta di revisione delle tabelle millesimali, alla nomina del nuovo amministratore e alla rimozione di opere che alterano l’aspetto architettonico dell’edificio.

RICHIESTA DI REVISIONE DELLE TABELLE MILLESIMALI: AMMISSIBILE?

Con la sentenza n. 29074 del 19-10-2023, la Cassazione Civile stabilisce che, in tema di condominio, la natura contrattuale delle tabelle millesimali impedisce di chiederne la revisione in base alle disposizioni di attuazione del codice civile. I proprietari, infatti, hanno solo la possibilità di esperire l’ordinaria azione di annullamento per errore.

NOMINA DEL NUOVO AMMINISTRATORE DURANTE DELIBERA CONDOMINIALE: ISTRUZIONI

Con la sentenza n. 29070 del 19-10-2023, la Cassazione Civile stabilisce che spetta al debitore esecutato e non al custode giudiziario nominare il nuovo amministratore. Il proprietario conserva, infatti, in assenza di specifiche istruzioni impartite dal giudice, la legittimazione a partecipare all’assemblea e alle relative deliberazioni fino al decreto di trasferimento dell’immobile. È quindi valida la delibera di nomina del nuovo amministratore adottata dall’assemblea con il voto determinante del debitore.

RIMOZIONE DI OPERE CHE ALTERANO L’ASPETTO ARCHITETTONICO DELL’EDIFICO

Con la sentenza n. 28908 del 18-10-2023, la Cassazione Civile stabilisce che, in materia condominiale, va rimossa la veranda realizzata sulla terrazza che altera l’aspetto armonico di un edificio. Il regolamento, infatti, può vietare gli interventi che incidono sul decoro architettonico anche se il fabbricato non ha un particolare pregio estetico.

CRITERIO DISCRETIVO TRA ATTI DI ORDINARIA AMMINISTRAZIONE

Con la sentenza n. 457 del 06-10-2023, il Tribunale di Vercelli stabilisce che, in tema di condominio negli edifici, il criterio discretivo tra atti di ordinaria amministrazione, rimessi all’iniziativa dell’amministratore nell’esercizio delle proprie funzioni e vincolanti per tutti i condomini ex art. 1133 c.c., ed atti di amministrazione straordinaria, al contrario bisognosi di autorizzazione assembleare per produrre detto effetto, salvo quanto previsto dall’art. 1135, comma 2, c.c., riposa sulla « normalità » dell’atto di gestione rispetto allo scopo dell’utilizzazione e del godimento dei beni comuni, sicché gli atti implicanti spese che, pur dirette alla migliore utilizzazione delle cose comuni o imposte da sopravvenienze normative, comportino, per la loro particolarità e consistenza, un onere economico rilevante, necessitano della delibera dell’assemblea condominiale ( in termini Cass. 10865/2016).

 

 

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