Pensioni di invalidità, anzianità e tutela dell’integrità psico-fisica del lavoratore

La cassazione civile, alcuni tribunali e le corti d’appello si sono espressi riguardo ai licenziamenti disciplinari, pensioni di anzianità e di invalidità e tutela dell’integrità psico-fisica del lavoratore.

TUTELA DELL’INTEGRITÀ PSICOFISICA DEL LAVORATORE: RISARCIMENTO IN CASO DI CONDOTTE PERSECUTORIE E DANNI NON PATRIMONIALI?

Con la sentenza n. 97 del 17-01-2023, il Tribunale di Bari stabilisce che, l’accertata insussistenza del mobbing, per l’inesistenza di un unico disegno persecutorio, non impedisce la risarcibilità dei danni eventualmente cagionati da singole condotte imputabili all’azienda sulla base del precetto generale di cui all’articolo 2087 Cc che impone al datore di salvaguardare l’integrità psico-fisica del lavoratore, dovendosi ritenere dimostrate le condotte consistenti in attacchi personali, critiche e scherni tenute da tre dipendenti nei confronti di un altro, che ha riportato il danno biologico al 10 per cento, e al quale deve dunque essere liquidato il danno non patrimoniale a carico del datore di lavoro.

PENSIONI DI ANZIANITÀ DEI LAVORATORI DELLO SPETTACOLO

Con la sentenza n. 36056 del 09-12-2022, la Cassazione Civile stabilisce che, in tema di pensioni di anzianità in favore dei lavoratori dello spettacolo, nella determinazione della « quota B » della pensione, relativa alle anzianità maturate successivamente al 31 dicembre 1992 dai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo in data anteriore al 31 dicembre 1995, non si prendono in considerazione, ai fini del calcolo della retribuzione giornaliera pensionabile, per la parte eccedente, le retribuzioni giornaliere superiori al limite fissato dall’art. 12, comma 7, del d.P.R. n. 1420 del 1971, così come da ultimo modificato dall’art. 1, comma 10, del d.lgs. n. 182 del 1997; tale limite, infatti, non è stato abrogato né espressamente dai successivi interventi legislativi, né per incompatibilità dall’art. 4, comma 8, del medesimo d.lgs., dovendosi ritenere che la fissazione di un tetto alla retribuzione giornaliera pensionabile, contribuendo a comporre i diversi interessi di rilievo costituzionale, sia coessenziale alla disciplina, in quanto si colloca in un sistema ampiamente favorevole per gli iscritti, in ordine all’entità delle prestazioni ed alle condizioni di accesso, rispetto a quello della generalità dei lavoratori assicurati presso l’INPS.

CRITERI E ONERI DELLA PARTE PER LA DETERMINAZIONE DELLA PENSIONE DI INVALIDITÀ

Con la sentenza n. 35899 del 07-12-2022, la Cassazione Civile stabilisce che, in materia di indennità di accompagnamento, sebbene il momento di insorgenza dello stato invalidante – che rileva ai fini della decorrenza della prestazione previdenziale – non coincida di norma con quello degli accertamenti tecnici, né con quello del deposito della relazione del consulente tecnico, poiché, in presenza di uno stato o processo esteso nel tempo, è improbabile che l’accertamento intervenga nella fase iniziale, è, tuttavia, onere della parte che richiede la prestazione dimostrare che l’evoluzione del quadro clinico nella misura rilevante si sia verificata prima dell’accertamento peritale, fornendo elementi di valutazione minimi per ritenere che a tale data fossero già integrati i requisiti costitutivi della prestazione.

RETRIBUZIONE MINIMA DEI SOCI IN TEMA DI SOCIETÀ COOPERATIVE

Con la sentenza n. 35796 del 06-12-2022, la Cassazione Civile stabilisce che, in tema di società cooperative, l’art. 7, comma 4, del d.l. n. 248 del 2007, impone al datore di lavoro, in presenza di una pluralità di contratti collettivi, di corrispondere in favore dei soci lavoratori subordinati la retribuzione minima assicurata dal contratto collettivo di categoria concluso dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale; ne deriva che, in caso di contestazione, spetta alla cooperativa datrice di lavoro dimostrare che il trattamento economico accordato non è inferiore a quello riconosciuto dal contratto collettivo stipulato dall’associazione maggiormente rappresentativa, offrendo, altresì, la prova della maggiore rappresentatività dell’organizzazione sindacale stipulante.

 

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