Riforma Cartabia, doveri coniugali e conto cointestato | Avvocato Verona

La Cassazione Civile, alcuni tribunali e le corti d’appello si sono espressi riguardo alle novità della riforma Cartabia, alla violazione dei doveri coniugali e ai limiti di rimborso in caso di conto cointestato.

CONTO COINTESTATO: RIMBORSO IN CASO DI PRELIEVI ESAGERATI DA PARTE DELLA MOGLIE?

Con la sentenza n. 28772 del 17-10-2023, la Cassazione Civile stabilisce che non ha diritto ad alcun rimborso il marito che si vede prosciugare il conto, quasi totalmente riempito da lui, dalla moglie. E ciò anche se lei ha una relazione extraconiugale e se usa cifre spropositate per gli interventi estetici.

RIFORMA CARTABIA. ORA É POSSIBILE PRESENTARE RICHIESTA CONGIUNTA E CUMULATIVA DI SEPARAZIONE E DIVORZIO

Con la sentenza n. 28727 del 16-10-2023, la Cassazione Civile stabilisce che con la riforma Cartabia sarà possibile, d’ora in poi, presentare un ricorso congiunto dei coniugi per avere separazione e divorzio insieme.

DOVERI CONIUGALI: VIOLAZIONE DELL’OBBLIGO DI FEDELTÀ

Con la sentenza n. 7374 del 17-07-2023, il Tribunale di Napoli stabilisce che la violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale, che costituisce oggetto di una norma di condotta imperativa ex articolo 143, secondo comma, Cc, quand’anche non attuata attraverso una stabile relazione extraconiugale, determina normalmente l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza e costituisce, di regola, causa della separazione personale dei coniugi. Siffatta violazione costituisce, dunque, causa sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge che ne è responsabile, salvo che, all’esito di una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, ne risulti l’irrilevanza, per mancanza di un nesso di causalità tra essa e la crisi coniugale già irrimediabilmente in atto, in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale.

ACCORDI RELATIVI ALL’ASSEGNAZIONE DELLA CASA FAMILIARE E AL PAGAMENTO DEL RELATIVO MUTUO

Con la sentenza n. 710 del 06-10-2023, il Tribunale di Savona stabilisce che negli accordi relativi alla cessazione degli effetti civili del matrimonio, i coniugi possono convenire che il marito non assegnatario provveda al pagamento in via integrale ed esclusiva delle rate del mutuo che costituiscono il pagamento del prezzo di acquisto della casa famigliare, di proprietà dei coniugi per la quota del 50% ciascuno, fino alla sua estinzione ed anche per la quota di competenza della signora come già previsto in sede di separazione per il cui pagamento il coniuge tenuto dichiara di garantire, manlevare e tenere indenne l’altro dall’onere del versamento della propria quota parte, rinunciando ad ogni pretesa restitutoria nei confronti della stessa per tutte le rate del suddetto mutuo scadute e a scadere fino all’estinzione, fatto salvo quanto potrà altresì essere previsto qualora si verifichi la vendita dell’immobile.

 

L’avvocato Tommasini, specializzato in diritto famigliare a Verona, fornisce consulenze legali e assistenza completa per vicende in ambito famigliare.