TFR, licenziamento per giusta causa e infortuni sul lavoro

La cassazione civile, alcuni tribunali e le corti d’appello si sono espressi in tema di trattamento di fine rapporto, licenziamento per giusta causa e in materia di infortuni sul lavoro.

 

MISURE SANZIONATORIE PER ILLEGITTIMA REITERAZIONE DI CONTRATTI A TERMINE

Con la sentenza n. 35145 del 15-12-2023, la Cassazione Civile stabilisce che nel lavoro pubblico privatizzato, nelle ipotesi di abusiva successione di contratti a termine, la avvenuta immissione in ruolo del lavoratore già impiegato a tempo determinato ha efficacia riparatoria dell’illecito nelle sole ipotesi di stretta correlazione tra l’abuso commesso dalla amministrazione e la stabilizzazione ottenuta dal dipendente. Detta stretta correlazione presuppone, sotto il profilo soggettivo, che la stabilizzazione avvenga nei ruoli dell’ente pubblico che ha posto in essere la condotta abusiva e, sotto il profilo oggettivo, che essa sia l’effetto diretto ed immediato dell’abuso. Tale ultima condizione non ricorre quando l’assunzione a tempo indeterminato avvenga all’esito di una procedura concorsuale, ancorché interamente riservata ai dipendenti già assunti a termine.

MOLESTIE SUL LAVORO NEI CONFRONTI DI DUE COLLEGHE: LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA

In data 14-12-2023, la Cassazione Civile stabilisce che in tema di licenziamento per giusta causa, il lavoratore debba astenersi dal porre in essere non solo i comportamenti espressamente vietati ma anche qualsiasi altra condotta che, per la natura e per le possibili conseguenze, risulti in contrasto con gli obblighi connessi al suo inserimento nella struttura e nell’organizzazione dell’impresa, dovendosi integrare l’articolo 2105 Cc con gli artt. 1175 e 1375 Cc, che impongono l’osservanza dei doveri di correttezza e di buona fede anche nei comportamenti extralavorativi, sì da non danneggiare il datore di lavoro: ne consegue che è legittimo il licenziamento per giusta causa adottato nei confronti del dipendente che rendendosi oltre modo petulante e per giunta violento in pregiudizio di altre due dipendenti, con condotte indesiderate che integrano molestie sul lavoro, mostra di essere immune da limiti e discipline nella gestione dei rapporti extraprofessionali coi colleghi anche nei rapporti di svago, connotazione assai grave per chi esprime ruoli di responsabilità.

INFORTUNIO SUL LAVORO: CHI SONO I DESTINATARI DELLE NORME?

Con la sentenza n. 49041 del 11-12-2023, la Cassazione Penale stabilisce che il sindaco del Comune, ove abbia provveduto all’individuazione dei soggetti cui attribuire la qualità di datore di lavoro, risponde per l’infortunio occorso al lavoratore solo nel caso in cui risulti che egli, essendo a conoscenza della situazione antigiuridica inerente alla sicurezza dei locali e degli edifici in uso all’ente territoriale, abbia omesso di intervenire, con i propri autonomi poteri, atteso che con l’atto di individuazione, emanato ai sensi dell’articolo 2, comma primo, lettera b) del decreto legislativo 81/2008, sono trasferite al dirigente pubblico tutte le funzioni datoriali, ivi comprese quelle non delegabili, il che rende non assimilabile detto atto alla delega di funzioni disciplinata dall’articolo 16 del medesimo decreto legislativo.

INEFFICACIA DEL LICENZIAMENTO PER DIFETTO DI FORMA

Con la sentenza n. 178 del 27-10-2023, il Tribunale di Trieste stabilisce che in tema di licenziamento, l’inefficacia del licenziamento per difetto di forma in relazione ad una lettera di licenziamento, priva di data certa, escludendo che la forma scritta del recesso datoriale, e la modalità della sua comunicazione, potessero essere provate in via testimoniale.

TFR MATURATO DOPO IL 1/01/2007: INTERESSI, RIVALUTAZIONI ED ESCLUSIONE EX ART. 16, COMMA 6, L. N. 412 DEL 1992.

Con la sentenza n. 25035 del 22-08-2023, la Cassazione Civile stabilisce che il trattamento di fine rapporto (T.F.R.) corrisposto, dopo il 1° gennaio 2007, dal Fondo di tesoreria INPS costituisce una prestazione previdenziale semplicemente modulata, quanto ai presupposti e misura, sulle previsioni dell’art. 2120 c.c. e, conseguentemente, essa è assoggettata alle previsioni di cui all’art. 16, comma 6, l. n. 412 del 1992.

 

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